Fondazione Feltrinelli e Eni per "Le Conseguenze del Futuro", ciclo di incontri per disegnare gli stili di vita di domani.

La salute del futuro: come la ricerca tecnologica cambierà il modo di vivere e curarsi.

Dal CMEF di Shanghai a Milano, il focus è sul biomedicale: tendenze e linee guida di un settore chiave.
NO DIDA_1
Fra i macrotrend indiscussi del XXI secolo c’è l’aumento progressivo del bisogno di device medici, direttamente collegato all’aumento dell’aspettativa di vita. Covestro è in prima linea nella ricerca di materiali innovativi che rispondano agli indispensabili requisiti di affidabilità, versatilità, resistenza e sicurezza. L’obiettivo sono i device medici di nuova generazione di uso professionale ma anche (e soprattutto) le nuove frontiere che si stanno aprendo riguardo la "medicina personalizzata", che prevede una diffusione capillare e un uso quotidiano di strumenti di diagnosi e cura. Questi device saranno sempre più smart, su misura, indossabili: a servizio della "wearable high tech medicine". L’alta biocompatibilità dei policarbonati, unita alle caratteristiche di cui sopra, rende i prodotti Covestro, come ad esempio il Makrolon®, particolarmente adatti per spingersi oltre le frontiere della medicina contemporanea, come dimostra la partecipazione a CMEF, China International Equipment Fair, tenutasi a Shanghai dal 14 al 17 Maggio e dedicata ai materiali per il biomedicale.
Le Conseguenze del Futuro_Fondazione Feltrinelli
Le conseguenze del futuro - Fondazione Feltrinelli
Di medicina personalizzata e futuro della salute si è parlato anche a Milano, all’incontro "Salute. Sulla nostra pelle" che si è svolto martedì 23 aprile presso Fondazione Feltrinelli nell’ambito del ciclo "Le Conseguenze del Futuro": sei appuntamenti per fare il punto con voci autorevoli e d’avanguardia sulle direttrici cruciali che stanno disegnando il futuro, spaziando dalla formazione all’urbanistica, dal cibo alla salute.

Come si evolverà la relazione fra tecnologia e salute nei prossimi decenni?

Iain Mattaj
Ian Mattaj
Ian Mattaj, biologo scozzese e primo direttore della Fondazione Human Techpole di Milano, è partito dall’intreccio sempre più stretto fra scienza e salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2000 al 2016 l’aspettativa di vita è cresciuta di cinque anni nei Paesi dove l’accesso alle cure mediche è più generalizzato. Questo dipende (anche) dalla possibilità di utilizzare dispositivi di ultima generazione come biosensori ingeribili, vasi sanguigni bioingegnerizzati, innesti a lungo termine, bypass e robot programmabili ed efficienti nell’eseguire interventi. Il progresso nella ricerca tecnologica permette di rendere le nuove tecniche di cura e prevenzione più accessibili, ad esempio - riporta Mattaj - nel caso delle tecniche di mappatura del DNA, passate da un costo di 500 milioni di dollari necessari per analizzare una sola sequenza nel 2003 ai 1000 dollari di oggi. Cosa significa, in prospettiva? L’evoluzione potenziale della cosiddetta medicina personalizzata, con implicazioni forti legate alla relazione fra individuo e comunità, da una parte, e la possibilità di spingere sulla prevenzione e sulla pre-diagnostica, dall’altra.
NO DIDA_2
Ian Mattaj individua nel "CRISPR Cas9" (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) uno dei risultati permessi dall’evoluzione tecnologica dal maggior impatto in prospettiva futura. Si tratta dell’evoluzione del protocollo che permette di editare il genoma di qualsiasi organismo nel pianeta. La scoperta risale agli anni ’80 ma lo sviluppo della ricerca consente oggi di applicarla su larga scala e utilizzarla per produrre vaccini, come ad esempio quelli contro i virus influenzali. Secondo Mattaj, questa è la strada per la medicina del futuro: una conoscenza sempre più approfondita del DNA di ciascuno, che permetta di ottimizzare e calibrare con la massima efficacia ogni cura e di agire con protocolli di prevenzione mirati. Lo spostamento del baricentro sempre più su conoscenza e prevenzione ha introdotto il discorso di Laura Boella, docente di filosofia morale, che ha sottolineato il ruolo dell’empatia e, quindi, della struttura sociale e delle relazioni nei futuri agglomerati urbani nel determinare i confini dei concetti di prevenzione e terapia in relazione al livello di efficienza richiesto agli individui. L’empatia diventa (anche) uno strumento per perfezionare ulteriormente i processi medicali, intervenendo ulteriormente sulla sostenibilità delle azioni di diagnosi e cura.

Tecnologia, salute e benessere dimostrano una volta di più la forza del loro legame. La salute si conferma una delle direttrici guida della ricerca e uno dei binari lungo i quali si plasmerà il futuro. Come emerge da "Le Conseguenze del Futuro", "la ricerca scientifica d’eccellenza deve sempre più farsi carico del miglioramento della qualità della vita, ponendosi come fattore di coesione per la creazione di società inclusive, nelle quali tutti abbiano le stesse possibilità di accesso a tecniche di cura avanzate e di precisione". To make the world a brighter place: la direzione nella quale si muove il lavoro e la ricerca quotidiana in Covestro.