Cosa si intende quando parliamo di Carbon Productivity

Croce e delizia dell’industria da sempre, il carbone oggi sta cambiando definitivamente pelle. Dopo essere stato accusato, insieme a tutti i combustibili fossili, di essere fra le cause principali dell’inquinamento dell’aria e dell’effetto serra ha finalmente l’occasione di mostrare il suo profilo migliore grazie all’impegno di The Carbon Productivity Consortium, un gruppo di importanti aziende internazionali che ha deciso di lavorare in ricerca e sviluppo su due fronti: da un lato, ottimizzarne l’utilizzo sfruttandone al massimo le potenzialità; dall’altro, reinserire nel circuito produttivo i residui della combustione evitandone la dispersione e trasformandoli in ulteriore energia.

Covestro è fra i protagonisti di questo doppio sforzo, in linea con il ruolo chiave riconosciuto dall’azienda al tema della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature e agli sforzi concreti, svolti a ogni livello, per implementare nuove soluzioni tecnologiche finalizzate al massimo rispetto possibile dell’ambiente, per garantire a tutti un futuro migliore.
Il 2018 ha visto due importanti appuntamenti che hanno messo al centro il tema della Carbon Productivity e dove Covestro ha fatto sentire la propria voce.
La prima tappa è stata a febbraio a Pittsburgh, negli USA, dove si è tenuto Greenbiz, il forum annuale che coinvolge le più importanti aziende internazionali impegnate sul tema della sostenibilità. Rebecca Lucore, a capo del dipartimento Sustainability and Corporate Social Responsibility U.S., ha raccontato come Covestro sta amplificando la produttività del carbone reimmettendo la CO2, principale prodotto di scarto, all’interno del circuito produttivo come materia prima per la produzione di schiume per le imbottiture di materassi, divani e altri elementi d’arredo. Questo avviene nello stabilimento Covestro di Dormagen, in Germania, dove dal 2016 si sperimenta questo tipo di produzione e dove nel 2017 è stato presentato un progetto di ricerca condiviso fra 14 aziende che prosegue in questa direzione, cercando di capire come utilizzare gli scarti della produzione dell’acciaio come materie prime per produrre materiali plastici d’avanguardia.
La seconda tappa è stato il convegno "A circular future with plastics" tenutosi a Milano il 24 e 25 maggio 2018 e accreditato come il più importante convegno europeo del 2018 sul tema nel settore della lavorazione delle materie plastiche, organizzato da Unionplast e EuPC (European Plastics Converter). In quella occasione Eric W.Bischof, Vice President Corporate Sustainability di Covestro, ha scelto di ampliare l’idea di economia circolare parlando di "Circular Solutions in a broader sense: returning CO2 to the carbon loop".
Oggetto dell’analisi è la produzione di anilina, composto chimico dalla struttura simile al benzene che Covestro punta a ottenere sempre più attraverso la sintesi di materie prime di origine organica come legno o mais. Questa soluzione produttiva, in via di progressiva implementazione, ha e avrà un impatto rivoluzionario perché utilizza risorse rinnovabili risparmiando risorse fossili destinate a esaurirsi. In questo modo si chiude il cerchio del carbonio, perché per produrre materiali plastici si utilizzano scarti di altri processi, come le biomasse o l’anidride carbonica.

L’obiettivo è spingere più in là i limiti delle attuali tecnologie per proteggere l’ecosistema e migliorare le condizioni di vita delle persone e del pianeta.

Lo strumento è, come sempre per Covestro, la ricerca. Non a caso Covestro ha scelto di far parte anche del "Carbon Productivity Consortium", un gruppo di aziende internazionali accomunate dall’idea di lavorare per perfezionare l’uso e l’impatto delle materie prime legate al carbone, perché diventi una leva efficace di crescita e rinnovamento nel segno della sostenibilità.